lunedì 4 aprile 2016

La difficoltà di stare al mondo...


Sono iscritta su Facebook ad un gruppo in cui sono presenti circa 130-140 donne, un gruppo molto attivo, all'interno della quale quasi tutte commentano e raccontano pezzi della propria vita.
Diciamo che le cose all'inizio andavano anche abbastanza bene, sta di fatto che poi, la titolare, l'admin, chiamatela come volete, ha imposto alcune regole da seguire, un po' come una dittatrice.
Le regole consistono nel commentare, essere attive, scrivere tutto ciò che si fa durante la giornata... si tratta sempre di un mondo virtuale, fatto di persone palesemente infantili e con seri disturbi mentali (legati a comportamenti poco adatti a gente con più di trent'anni), che si permettono di giudicare, commentare e insinuare sulla vita delle altre.
Tralasciando il fatto che spesso, da parte mia, i litigi e le frecciatine non sono mancati, mi sono resa conto che situazioni simili a quelle che vivo all'interno di questo gruppo, spesso le incontro anche nella vita reale, se non quotidianamente, comunque di frequente mi imbatto in soggetti non molto gentili, che si permettono di sindacare sulle mie scelte.
Vi faccio un esempio: sabato scorso ho comprato una simili Michael Kors al mercato, pagata 20€ tondi tondi, di colore rosso fuoco, sprovvista della classica scritta di riconoscimento ma con un ciondolo in cui al posto della MK c'è una bellissima MF (che indica Max Fly), adoro questa borsa all'infinito, è stato un azzardo averla comprata, ma ne sono anche molto entusiasta.
Una volta pubblicata la foto del mio nuovo acquisto su questa pagina, più di una si è permessa di criticare il mio acquisto sostenendo che o si spende per la borsa di marca altrimenti le si compra "senza nome" da H&M, Zara e cosi via...
Ora, io mi domando, devo sentirmi in colpa, o comunque "buttare" il  mio acquisto, o modificarlo (come mi è stato suggerito senza richiesta), per il semplice fatto che queste stronze sostengono che abbia sbagliato a gestire i MIEI soldi?!
Sta di fatto che la dolce e fanciulla, quale è l'admin, che inizia a starmi sui nervi come non mai, dopo miei frecciatine non proprio amichevoli ha tagliato i discorsi e non ha più risposto.
Ripeto, si parla di Facebook, ma se una cosa del genere mi fosse capitata mentre andavo a fare la spesa? mentre portavo i cani dal veterinario? se mi fossi trovata di fronte faccia a faccia la suddetta persona, come avrei reagito?
Mi sono fatta un esame di coscienza, probabilmente mesi fa avrei reagito dandole ragione, modificando la borsa e andando a letto contenta per aver ascoltato i consigli di una pirla che non mi conosce nemmeno e che sostiene abbia "una scuola di pensiero opposta alla mia" (vi lascio immaginare la mia faccia); ora, invece, reagisco diversamente, non sono maleducata, non manco di rispetto, ma mi faccio valere, se a me una cosa piace cosi resta cosi, che possa o meno andare bene agli altri, perché, ultimamente, con le opinioni di soggetti che non godono della mia stima le ficco nel water.
Ho  notato, vivendo situazioni diverse, dovute anche a cambi di vari Università, che molta gente parte dal presupposto che la ragione sia dalla loro parte, che il coltello dalla parte del manico sia rivolta verso il loro petto e che, comunque vada, tu debba assecondarle e andare avanti a testa bassa.
Non capisco, sul serio, quali siano i problemi che affliggono questi ominidi.
Perché bisogna sempre e comunque avere ragione? perché questa sorta di atteggiamento da capo indiano lo usano in una società ben più evoluta delle classiche tribù di 100 anni fa?
Perché in un paese con libertà di parola ed espressione ci si deve sempre sentire in difetto?
Vorrei proprio chiederlo, un giorno, a questa superdonna, che si crede la Belen dei poveri, che si atteggia a grande miss, che secondo lei, la Hunziker è brutta in confronto alla sua figura, chiederle come mai vive cosi di merda, cosi continuamente spaventata, essì, perché sono strasicura sia impaurita, dai commenti della gente, impaurita dal voler tenere tutte sotto di lei e non riuscirci, come un leader, quando non sa, che dietro le spalle, gliene dicono di tutti i colori;  vorrei domandarle come mai ha sempre quest'attenzione nel voler essere sempre sopra agli altri, sempre un gradino avanti.
Credetemi, non si tratta di ambizione, si tratta di paura, paura di non riuscire a trovare il proprio posto nel mondo, paura di non trovare un qualcosa per essere felici, paura della quotidianità, paura della felicità degli altri, paura della gelosia che la e li divora.
Al mondo siamo tanti, ci sono tante teste, tanti modi di pensare differenti, ma non è questo il problema; il problema si racchiude nel fatto che manca il rispetto, che va bene esprimere la propria opinione, ma bisognerebbe essere un po' più umili, un po' più Umani.
E' questo che manca, l'umanità.

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